LONDRA, 17 marzo 2026, 14:06 GMT
Le azioni BP sono salite di oltre l’1% a Londra martedì. Il titolo quotato negli Stati Uniti è aumentato di quasi 1 dollaro, raggiungendo i 43,90 dollari alle 13:51 UTC, dopo che nuovi attacchi iraniani contro gli Emirati Arabi Uniti hanno fatto schizzare il Brent oltre i 100 dollari al barile. Questo balzo ha inserito BP pienamente nel rally più ampio dei titoli energetici europei. 1
La situazione di BP è cambiata: dopo aver sospeso il riacquisto trimestrale da 750 milioni di dollari il mese scorso, la società sta destinando la liquidità alla riduzione del debito e a rafforzare il focus su petrolio e gas. Shell ed Exxon, al contrario, non hanno interrotto i riacquisti, il che lascia BP più esposta quando i prezzi del petrolio scendono—ma offre all’azienda maggiore margine di crescita quando il greggio sale. 2
Il Brent è salito dell’1,7%, raggiungendo i 101,94 dollari alle 13:15 GMT, mentre i trader valutavano nuove notizie su danni a Fujairah e le continue interruzioni nello Stretto di Hormuz—un’arteria per circa un quinto dei flussi mondiali di petrolio e GNL. “I rischi restano evidenti,” ha avvertito Tony Sycamore di IG. Kelvin Wong di OANDA, invece, ha segnalato una resistenza di medio termine per il WTI a 124 dollari al barile, citando gli ultimi grafici. 3
BP ha guadagnato oltre l’1% lunedì, ignorando il calo del petrolio, mentre Shell è salita di oltre l’1% martedì, con il settore energetico del FTSE che ha segnato un nuovo record. I movimenti indicano che i trader scommettono che lo shock dell’offerta non svanirà rapidamente come la volatilità giornaliera del greggio. 4
Sono emerse nuove notizie sul fronte aziendale. BP ha annunciato lunedì che Azule Energy, la sua joint venture in Angola, ha avviato la produzione di gas nel giacimento di Quiluma—il primo progetto di gas non associato dell’Angola, che estrae gas con poco greggio. I volumi iniziali dovrebbero raggiungere i 150 milioni di piedi cubi standard al giorno, salendo a 330 milioni entro la fine del 2026. 5
Lo scenario può invertirsi rapidamente. Il Brent è sceso del 2,8% lunedì quando alcune navi sono riuscite a transitare dallo Hormuz, e Washington ha segnalato che permetterà il passaggio di alcune navi iraniane, indiane e cinesi. L’Agenzia Internazionale dell’Energia ha inoltre parlato di ulteriori rilasci di scorte di emergenza. Bank of America ora prevede che il Brent possa scendere fino a 70 dollari se la riapertura avverrà rapidamente. 4
BP potrebbe beneficiare di prezzi del petrolio più alti, ma la questione è più complessa. Secondo i calcoli Reuters basati sull’ultimo bilancio annuale della società, BP ha prodotto circa 503.000 barili equivalenti di petrolio al giorno in Medio Oriente ed Egitto nel 2025—circa il 22% della sua produzione totale. Per Shell, quella cifra era solo circa l’11%. Se la regione dovesse affrontare un’interruzione più ampia dell’offerta, i prezzi potrebbero salire, ma la produzione stessa di BP potrebbe subire un colpo. 6
I mercati si muovono con cautela, mentre i trader osservano le prossime decisioni sui tassi della Bank of England, della Federal Reserve e della Banca Centrale Europea. Le probabilità di un aumento dei tassi da parte della BoE a novembre sono vicine al 50%, e gli economisti ora prevedono che i tagli dei tassi nel Regno Unito saranno posticipati ad aprile o giugno. Per quanto riguarda BP, le sue azioni sembrano legate ai movimenti del greggio e al sentiment del settore: il petrolio sale, così anche il titolo, e la questione del bilancio contribuisce a questa lettura. 1